Venerdì 15 e Sabato 16 Luglio
dalle 21:00 @Edoné
15: DIMARTINO, DIEGO“dead man”POTRON
16: IOSONOUNCANE, BANCALE, VERBAL
…
Due serate di concerti come un cuneo in mezzo all’estate. Perché non possiamo passare questi mesi senza urlare le nostre canzoni sotto un palco. Due serate di concerti all’insegna del songwriting d’autore da una prospettiva laterale e imprevista. Perché è ora di cose inconsuete e poco rinfrancanti. La vita non basta. Ovvero c’è bisogno di Altro, che superi i giorni tutti uguali, i sorrisi tutti uguali, la musica tutta uguale. Nell’area esterna dell’Edoné, a Bergamo, il 15 e 16 luglio, Neverlab e Edoné ancora insieme dopo le date primaverili di Neverland 2010/11. Il pop obliquo di Dimartino, il blues rurale di Diego “Dead Man”Potron, le frattaglie catodiche di Iosonouncane, l’avant-blues dei Bancale e il post-rock matematico dei Verbal. Tutto ad ingresso gratuito.
Programma 15 Luglio, dalle 21.00:
DIMARTINO. Ha sparato a Vinicio Capossela e preso atto della sconfitta di una generazione tutta con una comunicazione ufficiale al corpo docenti nel suo recente “Cara maestra abbiamo perso”. Però non ha alcuna intenzione di arrendersi: Antonio Dimartino ama Dalla, Rino Gaetano, Franco Fanigliulo; scrive canzoni oblique, urgenti, appassionate che sono un urlo in faccia, sarcastico e reattivo, al no-future odierno.
http://www.myspace.com/dimartinoband
DIEGO “dead man” POTRON. Una questione di radici. One Man Band rurale (cassa, rullante, stomp-box, lap steel, ukulele,banjo e voce) che propone un repertorio prevalentemente fatto di spiritual tradizionali (fine‘800) e canti afroamericani rurali in chiave trash blues. Perché il Mississipi è il fiume dove scorrono tutte le vite, anche le nostre.
http://www.myspace.com/diego.potron
Programma 16 Luglio, dalle 21.00:
IOSONOUNCANE. Cercare nella spazzatura frattaglie sonore, annusarle e rimasticarle. Un cane che prova adigerire ma vomita ciò che ha trovato in un bordo strada accanto a un centro commercialedella solita terribile provincia italiana. Jacopo Incani immerge Gaber in un magma di avanzi elettronici e schegge catodiche, raccontando cosa siamo diventati in questi anni d’impero d’antenne, mentre anche Antonio Gramsci aspetta una chiamata per un lavoro da precario.
http://www.myspace.com/iosonouncane
BANCALE. C’è una Frontiera e serve un modo per farci i conti. Il blues sporcato di echi industriali espirito avant dei Bancale torna all’essenza delle cose: il dolore e la morte, l’amore e la fine di questo Tempo, su tutto la fatica di esistere cui bisogna dare un senso, magari percuotendo lamiere, carriole e corde elettrificate.
http://www.myspace.com/ilbancale
VERBAL. Il suono delle città: un battito che percuote a mille all’ora in quadrature math-ematiche che hanno un cuore-airbag, perché prima o poi andranno a sbattere. Fra Oneida e Battles, degli architetti sonori che costruiscono blocchi sonori duri e inquietanti come blocchi di cemento colorati, fatti di intrecci di chitarre e tastiere, temi di basso, poliritmi di percussioni e di inserti di voci reali e campionate.
http://www.myspace.com/verbaltrust
